Emorroidi Prolassate: cosa sono e quali sono i Rimedi

Le emorroidi rappresentano una formazione anatomica venosa che si trova nel nostro organismo, precisamente all’interno del canale anale, e che sono costituite come dei cuscinetti formati da tessuto elastico e muscolare. Esse, quindi, non rappresentano una formazione patologica, anzi, sono molto utili per il nostro organismo in quanto contribuiscono alla circolazione sanguigna nella zona rettale e servono a mantenere la continenza di feci, gas e liquidi e ad evitare che vi siano perdite anali.

Solo quando, per differenti cause, vi sia una infiammazione e un ingrossamento di tali cuscinetti, ci troviamo di fronte a una situazione patologica e si parla in tale caso di patologia emorroidale.

La patologia emorroidale può essere di differenti tipologie, una di queste è rappresentata dalle emorroidi prolassate. In genere le emorroidi, quando sono infiammate o ingrossate, tendono a prolassare verso l’esterno durante il momento della defecazione, causando, normalmente, dolore, per poi tornare in loco. In alcuni casi, però, le emorroidi divengono prolassate, ovvero la mucosa anale rimane permanentemente verso l’esterno.

Si può, nei casi meno gravi, riuscire anche con una manovra manuale, sia operata dal medico di fiducia che da soli, a reintrodurre in loco l’emorroide, spingendola verso l’interno. In alcuni casi, o per la grandezza dell’emorroide stessa, o a causa del dolore provocato dall’edema di emorroidi che vengono definite “congeste”, non si riesce a non rimettere in loco la stessa e si deve procedere con un intervento.

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Le emorroidi permanentemente prolassate, infatti, necessitano di un intervento chirurgico per poter essere rimesse nella loro corretta posizione. Qualora oltre al prolasso, sia presente anche un trombo, il medico può intervenire con una incisione per cercare di sgonfiare l’emorroide stessa.

Cosa fare per attenuare i fastidi delle emorroidi prolassate?

Spesso le emorroidi prolassate provocano un dolore molto intenso, soprattutto nella fase dell’evacuazione. In tali casi si può intervenire con i cosiddetti rimedi fai da te per cercare di limitare il dolore.

Tra questi il rimedio del freddo risulta essere il più efficace, in quanto provoca un effetto anestetizzante sulla zona. E’ sufficiente prendere dal congelatore di casa del ghiaccio, avvolgerlo in un panno e posizionarlo sulla zona dolorante.

In alternativa al panno con il ghiaccio, si può usare un guanto di quelli reperibili in farmacia, e riempirlo di acqua. Poi va chiuso con un nodo e lasciato alcune ore in freezer. Quando è completamente congelato, le dita possono essere “rotte” dal resto del guanto e posizionate nella zona dove è situata l’emorroide.

Quale intervento fare in caso di emorroidi prolassate?

La scelta ovviamente spetta al medico che vi ha in cura. E’ molto probabile, però, che scelga di operare con il Metodo Longo. SI tratta di un metodo, come si evince già dal nome, inventato da un chirurgo italiano, il quale riesce a ridurre drasticamente il dolore post operatorio e soprattutto i tempi di convalescenza. Già dopo 5/6 giorni, infatti, chi è operato con questo metodo, riesce a tornare a compiere una vita normale. Dopo l’operazione, inoltre, si deve rimanere in ospedale un massimo di sole 48 ore.

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