Operazione per Emorroidi Interne ed Esterne

Le emorroidi rappresentano dei piccoli cuscinetti vascolari (denominati gavoccioli emorroidali interni) situati nell’ano. A differenza di quanto si creda, esse sono presenti in ciascuno di noi e solo quando presentano delle sintomatologie rappresentano un problema chiamato “patologia emorroidale”, altrimenti servono a prevenire le perdite anali e per la continenza. Questa patologia si presenta con l’infiammazione di detti cuscinetti, i quali comportano dolore nella defecazione, sanguinamento, perdita di muco dall’ano, bruciore, prurito, sensazione, anche dopo la defecazione, di incompleto svuotamento dell’intestino.

La patologia emorroidale può presentarsi sia all’interno del canale anale, e in tal caso si parla di emorroidi interne, che coinvolgere la parte esterna dell’ano, e in tal caso si parla di emorroidi esterne. Esse possono presentarsi o disgiuntamente oppure insieme.

Nella più gran parte dei casi le emorroidi possono essere sconfitte attraverso una alimentazione sana, del movimento fisico e alcune cure farmacologiche o naturali e spesso, soprattutto per quanto riguarda le emorroidi interne, esse svaniscono finanche da sole.

Nei casi più gravi, però, bisogna rivolgersi addirittura a degli interventi chirurgici o ambulatoriali per eliminare questa patologia. Andiamo a scoprire insieme come comportarsi nel caso in cui sia necessaria una operazione per le emorroidi interne ed esterne.

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Cosa fare in caso di operazione per emorroidi interne ed esterne

Prima dell’operazione bisogna sottoporsi prima di tutto agli accertamenti del caso per escludere che la patologia sia più grave rispetto a quella emorroidale ed escludere, quindi, malattie neoplastiche: il tumore del colon, infatti, purtroppo presenta sintomi simili e che spesso si confondono con quelli delle emorroidi, ciò peggiora in molti casi la situazione, rendendo troppo tardivo l’intervento del medico.

Appurato che si tratta di banali, seppur fastidiosissime emorroidi, il medico si preoccuperà di farvi fare una visita dal dottore anestesista per verificare la presenza di eventuali problematiche, come le allergie. Questo tipo di operazione, infatti, si effettua in genere mediante anestesia periferica o generale.

L’operazione nel caso di emorroidi interne ed esterne, con forte prevalenza delle prime, il medico andrà ad operare prevalentemente in quella zona mediante un apposito strumento chiamato stapler: verrà asportata solo una parte dell’emorroide e la parte restante viene condotta nuovamente nella corretta posizione dentro l’ano.

Qualora, invece, l’emorroide (o le emorroidi), sia particolarmente estesa verso l’esterno, allora si procede con un intervento chiamato di emorroidectomia, attraverso il quale tutta l’emorroide viene tagliata con l’ausilio di un bisturi. Mentre nel primo caso le medicazioni sono minime, così come il rischio di infezioni, nel secondo caso, con l’emorroidectomia, i tempi di recupero sono di circa 4 settimane.

Dopo l’intervento, in genere, si lascia l’ospedale dopo un giorno, ma bisogna tornare per le prime medicazioni della ferita nel caso di emorroidectomia, poiché ci sono maggiori rischi di infezioni. Molto utile dopo l’intervento, fare la cosiddetta terapia dell’acqua, mettendo a bagno la zona in acqua per circa 15 minuti più volte al giorno: questa operazione dà sempre un grande sollievo al paziente.

Questo tipo di interventi, sebbene efficaci, sono consigliati solo a seguito del fallimento della procedura ambulatoriale o della terapia dell’alimentazione.

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One Response

  1. fabrizio

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