Metodo Longo per le Emorroidi

Quando si hanno le emorroidi, un intervento rappresenta l’ultima spiaggia per provare a risolvere il problema.
Le prime cure sono quasi sempre naturali, cercando di risolvere il problema emorroidale tramite una alimentazione corretta e del movimento fisico coadiuvati dai cosiddetti rimedi della nonna, come tisane e rimedi fai da te. Se il dolore è più forte del previsto, oppure se la patologia ha raggiunto un grado più avanzato, allora si tenta un approccio farmacologico, tramite l’applicazione locale di pomate e unguenti, oppure di supposte e pasticche.
Qualora, invece, anche con la somministrazione di farmaci, la patologia stenti ad andarsene, si interviene con un’operazione che può essere di tipo ambulatoriale (ovvero con una anestesia locale e dove si può lasciare l’ospedale il giorno stesso), oppure con un intervento chirurgico (ovvero dove l’anestesia è generale e si deve rimanere alcuni giorni in ospedale dopo l’intervento).

Gli interventi a disposizione sono molteplici: si passa dalla crioterapia alla legatura elastica, fino alla emorroidectomia. Ovviamente a decidere il tipo di intervento è il medico stesso, il quale conosce a pieno il quadro clinico del paziente e sulla base di ciò opta per l’intervento che maggiormente si confà alle sue problematiche.

Tra gli interventi maggiormente adoperati e più conosciuti, vi è quello con il cosiddetto “Metodo Longo”. Esso viene utilizzato per i casi di emorroidi di II grado avanzato, di III grado e IV grado, oltre che nei casi di prolasso della mucosa rettale. Andiamo a vedere insieme in cosa consiste il metodo Longo per il trattamento delle emorroidi di II, III e IV grado.

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Il metodo Longo per il trattamento delle emorroidi: in cosa consiste?

Questo tipo di trattamento è stato inventato proprio da un chirurgo italiano e rappresenta una vera e propria eccellenza nel trattamento della patologia emorroidale. Moltissimi pazienti, infatti, temevano gli interventi chirurgici delle emorroidi, per via dei dolori che si avvertono nei giorni post operatori. Con questo tipo di intervento, però, si riduce al minimo qualsiasi tipo di problema.

Anche la degenza post operatoria è più breve: in genere i pazienti operati con il metodo Longo vengono dimessi dopo massimo 48 ore. Sotto il profilo dell’anestesia, è lo stesso dottore anestesista a scegliere se è preferibile una anestesia locale oppure di tipo generale. Per quanto riguarda, invece, i tempi di ripresa, si può tornare ad una vita normale già dopo 5/6 giorni dall’intervento.

L’intervento con il metodo Longo viene effettuato per mezzo di una suturatrice meccanica dalla forma simile a quella di una pistola che viene inserita nel canale anale proprio sopra i gaviccioli. Il medico tramite questo strumento taglia in maniera circolare la mucosa emorroidale, accorciando la stessa emorroide e poi procede a reinserire il gavicciolo in posizione corretta. L’intervento termina con l’applicazione di alcuni punti meccanici.

Poiché l’intervento è effettuato all’interno del canale rettale, il dolore è molto limitato e la possibilità che insorgano delle recidive è particolarmente basso.

Il contro della operazione con questo metodo è rappresentato dall’elevata possibilità di sanguinamento che ne può conseguire.

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