Intervento Emorroidi: quali Soluzioni ci sono e Convalescenza

Le emorroidi rappresentano una delle patologie più diffuse nel mondo. Per fortuna si tratta di una problematica facilmente risolvibile, anche con i classici rimedi fai da te e con una corretta e sana alimentazione basata al più sulle fibre (di cui andrebbero assunti almeno 25 grammi al dì) e su uno stile di vita sano a cui va aggiunto del movimento fisico quotidiano.

Se i classici rimedi della nonna e il cambiamento di alimentazione non dovesse comportare migliorie, come accade nella più gran parte dei casi, diviene indispensabile procedere con un intervento per eliminare il problema. Di interventi ve ne sono di diverse tipologie, ognuno con i propri pregi e difetti. E’ naturale che debba essere il medico a stabilire la procedura, dopo una accurata visita e dopo tutti gli accertamenti del caso, in particolare a seguito della rettoscopia attraverso il quale può avere un quadro definitivo del grado della patologia e del tipo di intervento con cui andare ad operare, .

Vi sono alcuni interventi chirurgici veri e propri ed altri vengono effettuati in ambulatorio e senza bisogno di ricorrere all’anestesia. Andiamo a vedere insieme quali sono gli interventi, la loro convalescenza e il dolore di cui sono la causa.

La legatura elastica: quando è consigliata e convalescenza

La legatura elastica è uno degli interventi più utilizzati per cercare di risolvere in maniera rapida il problema delle emorroidi. Si tratta del sistema meno invasivo che si effettua direttamente in via ambulatoriale senza bisogno di anestesia, quindi è molto consigliato soprattutto per chi non può sottoporsi alle anestesie per problemi di allergie oppure alle donne che abbiano partorito da poco e debbano allattare, non potendo quindi sottoporsi alle anestesie. Le donne incinte sono tra le persone più soggette alle emorroidi sia durante la gravidanza che a seguito dello sforzo durante il parto.

La legatura elastica, inoltre, è consigliata nei casi di emorroidi di secondo grado e terzo. L’intervento, come dicevo sopra, è molto semplice, e viene utilizzato uno strumento specifico denominato proctoscopio.

Il medico fa sdraiare di fianco il paziente e inserisce il proctoscopio il quale serve innanzitutto ad afferrare l’emorroide per il tramite di una sorta di pinza che è situata all’estremità dello strumento medico. Dopo averla afferrata, sempre attraverso il proctoscopio, il medico introduce l’emorroide nello strumento e poi procede con la legatura della stessa tramite degli elastici appositi, i quali “strozzano” l’emorroide infiammata. Successivamente il medico termina l’operazione estraendo il proctoscopio.

A seguito di tale legatura, l’emorroide non riceve più il sangue necessario e vi è quindi la necrosi dell’emorroide con la caduta dell’elastico. I tempi di caduta sono di circa 7/10 giorni a seguito dei quali i problemi dovuti alla patologia scompaiono del tutto. La convalescenza non crea problemi, così come la stessa operazione è completamente indolore. Sebbene questa procedura sembri essere altamente consigliata, però, presenta anch’essa dei difetti. In particolare la legatura elastica non risulta essere particolarmente efficace nei casi di emorroidi molto grandi. Vi sono stati degli errori dovuti a un posizionamento degli elastici sbagliati, il quale ha comportato dei forti dolori. In altri casi, inoltre, la legatura non ha successo e non avviene la necrosi dell’emorroide.

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La crioterapia: quando è consigliata e convalescenza

Un’altra tecnica eseguita in ambulatorio e praticamente indolore, è rappresentata dalla crioterapia. E’ un intervento molto semplice che consiste nel congelare l’emorroide malata per provocarne la necrosi. Un altro nome con cui viene chiamato questo intervento è “terapia del freddo” proprio perché è attraverso il ghiaccio che l’emorroide viene eliminata.

Questo intervento viene utilizzato per le emorroidi di primo, secondo e terzo grado e presenta l’enorme vantaggio di essere un intervento indolore e non deve essere utilizzato con l’anestesia. Sebbene in passato sia stato un intervento molto consigliato da parte dei medici, oggi non è più così in quanto non ha dimostrato di poter avere effetti duraturi e in tempi brevi le emorroidi trattate con questo intervento sono ricomparse.

L’intervento di emorroidectomia: quando è consigliato e tempi di convalescenza

Quando un intervento come la legatura elastica non può essere effettuato perché le emorroidi sono troppo grandi, oppure quando tali tipi di interventi si sono rivelati inefficaci e in poco tempo le emorroidi si sono ripresentate, allora bisogna utilizzare una tecnica più invasiva e risolutiva come l’emorroidectomia.

Tale intervento a differenza dei due precedenti si effettua con anestesia totale o spinale. Si opera afferrando l’emorroide e fissandola con una sutura, poi il medico con il bisturi procede a tagliare di netto l’emorroide. Successivamente il chirurgo inserisce un micro tampone nella ferita il quale svanisce col tempo.

Tale intervento ha una convalescenza particolarmente lunga, dalle 4 alle 6 settimane ed è inoltre molto doloroso, per questo è preferibile evitarlo a meno di emorroidi particolarmente gravi. Nel periodo di convalescenza è fondamentale prestare molta attenzione alla pulizia della ferita la quale è soggetta a possibili infezioni: usate quindi per l’igiene intima tutti i prodotti prescritti dal medico curante.

E’ per questo, ove possibile, evitare il day hospital, in quanto le prime cure sono fondamentali ed è bene farle fare da un infermiere esperto per evitare che la ferita non si cicatrizzi o si formino delle infezioni.

Dopo gli interventi cosa fare?

Dopo gli interventi, siano essi chirurgici o ambulatoriali è bene non adagiarsi pensando che il problema sia risolto per sempre. Non è così. Sapete bene quanto dolore avete subito a causa delle emorroidi e, soprattutto se siete passati sotto il bisturi per l’emorroidectomia sapete bene il dolore e  i problemi durante la convalescenza.

Le patologie emorroidali, però, possono tornare anche a seguito degli interventi. Tornare a condurre la vita pre intervento vuol dire giocare a carte con la sorte e perdere. Dopo le operazioni iniziate a condurre una vita sana, in particolar modo per quanto riguarda l’alimentazione, arricchendola di fibre con frutta e verdura. Evitate i cibi grassi e molto elaborati che hanno subito tante trasformazioni. Prendete l’abitudine di camminare almeno 30 minuti ogni giorno e evitate sport come il sollevamento pesi, il ciclismo o il motociclismo.

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2 Comments

  1. Virtual server
  2. Giuseppe

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